Collezionismo tra passione e gioco d’azzardo

Pablo Alpe - Penya-segat, digital generative image su blockchain Tezos

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Gen 2024

Nel corso del mio lungo percorso come gallerista, ho avuto l'opportunità di interagire con una variegata gamma di collezionisti: dai più esperti ai neofiti desiderosi di avvicinarsi a questo affascinante mondo. Fra le molteplici considerazioni che ho condiviso con coloro intenzionati ad immergersi nel complesso universo dell'investimento artistico, una visione ha costantemente caratterizzato i miei discorsi: quella del collezionista come imprescindibile catalizzatore nel processo di produzione e diffusione dell'arte di qualità. Secondo questa concezione, il collezionista non solo facilita il cammino dell'artista nell'espressione della propria creatività ma può giustamente considerarsi parte integrante del processo creativo artistico. Tra le molteplici motivazioni che spingono individui a investire in opere d'arte, ho sempre considerato questa tra le più nobili, soprattutto quando si abbraccia un'idea dell'arte come forza in grado di rendere il mondo un luogo migliore. In questo senso, i collezionisti sono attori chiave nell'arricchire il mondo di bellezza e renderlo meno ostile.

Tuttavia, non mancano coloro che cercano rassicurazioni sulla solidità degli investimenti che stanno per compiere, o addirittura si interrogano sul potenziale profitto futuro derivante da tali acquisizioni. Questo accade soprattutto quando si considera l'opera d'arte come un'entità finanziaria, rischiando di confondere il suo valore con il prezzo di mercato.

Questo fenomeno viene esacerbato notevolmente nell'ambito dell'arte digitale, specialmente nel mondo degli NFT (Non Fungible Tokens). Queste forme artistiche hanno origine nel contesto delle criptovalute e sono strettamente legate al concetto di asset finanziario. Il collezionismo nato in questo ecosistema emergente del mercato dell'arte spesso mostra scarsa esperienza nell'analisi del percorso artistico degli artisti, ma evidenzia un'eccessiva sensibilità alle dinamiche speculative del mercato. Ne risulta un mercato NFT che spesso ricorda le dinamiche del gioco d'azzardo, o 'Gambling', come direbbe un linguaggio più moderno.

La ricerca spasmodica di opere con il potenziale di generare ricchezza, l'analisi degli artisti basata sulle sole vendite (agevolata dalla tecnologia blockchain, dove ogni transazione è tracciabile in totale trasparenza), ha creato una logica di mercato estremamente speculativa, simile a un grande casinò, dove le opere d'arte sostituiscono le carte da gioco o la ruota della roulette.

Il cammino verso un collezionismo più colto e consapevole appare alquanto distante, non solo nell'ambito dell'arte digitale ma anche in quella tradizionale. Tuttavia, l'urgente necessità di una vera alfabetizzazione al collezionismo emerge come uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo di un sistema artistico sostenibile e credibile, soprattutto nel contesto italiano.

 

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