FAQ – Domande frequenti sull’arte digitale e gli NFT
Cosa è l'arte digitale?
L’arte digitale è un linguaggio creativo che nasce e si sviluppa attraverso strumenti tecnologici: computer - software - algoritmi e intelligenze artificiali. A differenza dell’arte tradizionale non utilizza materiali fisici ma pixel e dati e codice come materia espressiva. Anche l'arte digitale ha una lunga storia decennale fatta di maestri e stilemi che hanno attraversato il tempo sedimentandosi e ci hanno portato al fantastico mix odierno in cui il digitale si mescola al contemporaneo in un tripudio di strumenti creativi di alta tecnologia e strumenti di diffusione decentralizzati.
Nel mio lavoro esploro come il digitale possa raccontare la realtà contemporanea trasformando la tecnologia in un mezzo poetico.
Cosa significa NFT?
NFT è l’acronimo di Non-Fungible Token: un certificato digitale registrato su blockchain che attesta la proprietà e l’autenticità di un’opera digitale.
Un NFT non è l’opera in sé ma il suo certificato unico simile a un atto notarile nel mondo dell’arte. Permette a collezionisti e artisti di scambiare opere digitali in modo trasparente e tracciabile. Gli NFT come strumento al servizio dell'arte rispondono in maniera efficiente e coerente ai grandi cardini del collezionismo e del mercato dell'arte: la proprietà - la provenienza e l'autenticità. Nel corso del tempo non era mai stata data una risposta ed una soluzione così chiara e funzionale a risolvere il problema del possesso e dello scambio di asset intangibili come le opere d'arte digitali che fossero video o immagini e multimedia.
A cosa serve la blockchain nell’arte?
La blockchain è un registro pubblico e decentralizzato che garantisce la tracciabilità e autenticità delle opere digitali.
Ogni transazione o passaggio di proprietà viene registrato in modo immutabile.
Nel mio lavoro utilizzo la blockchain come strumento di trasparenza - ma anche come parte concettuale dell’opera stessa - perché racconta la relazione tra arte tecnologia e fiducia. La blockchain oggi sembra la soluzione più adatta alla custodia e il trasferimento sicuro di asset digitali: che siano essi opere d'arte o certificazioni o anche valute digitali.
Un’opera NFT può esistere anche nel mondo reale?
Sì. Molte delle mie opere combinano elementi digitali e materiali: video - stampe - oggetti o installazioni che derivano dal file originale.
L’NFT diventa così l’origine certificata di un progetto artistico che può manifestarsi sia online che fisicamente; un ponte tra due dimensioni creative. In alcuni di questi casi l'opera viene definita Phygital ovvero sia physical che digital - un'opera che coniuga i due aspetti sincronizzandoli alla perfezione. In altri casi invece si sceglie di collegare un NFT ad un'opera fisica per estenderne il significato o la portata o anche l'utilizzo; visto che molte volte con gli NFT si possono creare delle strategie di marketing interessanti.
Dove posso vendere le mie opere di arte digitale?
Esponendo regolarmente in mostre e gallerie in Italia e all’estero e attraverso piattaforme dedicate. Alcune opere possono essere visibili direttamente su piattaforme NFT selezionate; in altri casi le opere possono essere esposte tramite dispositivi tecnologici come frame digitali - proiettori o led wall.
Nella mia galleria d'arte Futura Art Gallery a Pietrasanta in Toscana è possibile scoprire i progetti in corso e discutere di arte digitale in modo coinvolgente. La galleria affronta un percorso espositivo che va dalle avanguardie del passato fino alle nuove frontiere dell'arte transmediale.
Come si colleziona arte digitale?
Collezionare arte digitale significa possedere un asset unico che rappresenta l’opera. Serve un wallet digitale per custodirlo e una piattaforma NFT per acquistarlo.
Molti collezionisti oggi combinano opere digitali e fisiche; creando raccolte ibride che raccontano una nuova idea di collezionismo contemporaneo. Come divulgatore; curatore e consulente del settore seguo sempre i collezionisti nelle varie fasi dell'acquisizione di un'opera; specialmente se sono nuovi nel settore; in modo da assicurarmi che non incorrano in errori tecnici o truffe che possano danneggiarli.
L’intelligenza artificiale può essere considerata un’artista?
L’intelligenza artificiale è uno strumento creativo non un soggetto. Genera forme e immagini ma l’artista resta colui che sceglie e interpreta e dà senso al risultato.
Nel mio percorso utilizzo l’AI come una lente: non per sostituire la mano umana ma per espandere la percezione. Apprezzo dunque gli artisti che utilizzano l'AI come mero strumento di produzione - magari insieme ad altri strumenti - senza che permettano ad esso di prendere il sopravvento. Gli artisti che dominano i nuovi strumenti algoritmici non cadono nel problema di produrre opere manieristiche e che danno la brutta sensazione di "già visto". Oggi l'arte generativa offre opportunità creative impensabili fino a pochi anni fa apportando totale libertà espressiva e creativa a chi ha destrezza nel settore.
Cosa distingue un artista digitale da un designer?
L’artista digitale lavora con intenzione poetica e critica esplorando il senso e il linguaggio della tecnologia. Dieto l'opera c'è sempre un concetto e una ricerca fatta di studio e prove e tentativi molti dei quali finiscono nel cestino.
Il designer invece usa gli stessi strumenti per risolvere problemi pratici. La differenza non è tecnica ma concettuale: l’arte digitale interroga -> il design risponde.
Qual è il futuro dell’arte digitale?
L’arte digitale sta diventando una parte naturale del paesaggio artistico contemporaneo.
Credo che il futuro sarà ibrido e decentralizzato dove le opere vivono tra mondi fisici e virtuali e dove la tecnologia diventa materia d’arte come un tempo lo erano il marmo o la pittura. La mia speranza è che il digitale venga sdoganato sempre di più all'interno del mondo dell'arte contemporanea come già è successo in passato con altri settori dell'arte come la video arte e la fotografia.