Che cosa significa essere un artista contemporaneo? Nell'accezione più intuitiva e, forse, naturale, l'artista contemporaneo è colui che utilizza i codici del proprio tempo per dar vita a un linguaggio visivo pienamente immerso nell'immaginario della sua epoca. L'arte digitale non è solo uno specchio dei nostri tempi, ma anche un veicolo di libertà creativa, capace di esplorare gli angoli più profondi e talvolta grotteschi dell'immaginazione. Ed è proprio in questo universo, sospeso tra il grottesco e il nerd, che prende forma il lavoro di Cory Arcangel. Newyorkese, compositore, scrittore, artista, programmatore, curatore, insegnante e, come ama definirsi, aspirante YouTuber.
Molti potrebbero rimanere perplessi di fronte a opere come “HP Deskjet 2710e on HP Deskjet 2710e manual”, che altro non è se non il manuale dell'omonima stampante. Un gesto banale? Non proprio. Per chi si sentisse provocato, basti pensare a come reagì il pubblico nel 1917 di fronte all'orinatoio rovesciato di Marcel Duchamp. L'arte, dopotutto, non è solo rappresentazione: è sovversione, interrogazione e ridefinizione. Descrive la sua epoca e, a volte, traccia le linee di nuove rivoluzioni, siano esse concettuali, sociali o visive.
Il concetto di ready-made è fondamentale qui e a fare la differenza è come sempre il contesto. Prendete un oggetto quotidiano, come un manuale di una stampante da ufficio. Fatelo firmare da un artista, collocatelo in una galleria, assegnategli un prezzo e avrete chiuso il cerchio della contemporaneità.
Tra i progetti più affascinanti di Arcangel spicca il recupero del computer di Michel Majerus, denominato “Let's Play Majerus G3”, una vera performance creativa. Per chi non lo conoscesse, Majerus è stato un artista lussemburghese di rilievo, pioniere nell'integrazione della grafica digitale nell'arte contemporanea. La sua carriera si è tragicamente interrotta a causa di un incidente aereo, ma Arcangel ha avuto l'idea straordinaria di riportare in vita l'hard disk del suo portatile, recuperandone i frammenti superstiti.
Il risultato è una serie di video e immagini che documentano questa impresa. Arcangel svela al pubblico un pezzo di archeologia informatica mescolato a tracce di vita personale dell'artista scomparso. Esplorare la scrivania virtuale del vecchio Mac di Majerus equivale a camminare nello studio di Albers, con la differenza che la storia dell'informatica è, in qualche modo, parte integrante della nostra quotidianità. Dai salvaschermo colorati ai file e alle cartelle disposte a griglia, fino ai suoni di avvio e ai mouse dal design sempre più elegante: è in questa dimensione digitale che costruiamo le nostre vite, tra amori, professioni e creatività.
Arcangel, con il suo fare ironico e provocatorio, cattura l'essenza di un'epoca bizzarra e intangibile, popolata di avatar e profili social. Mentre ci diverte e ci spiazza con le sue opere, diventa il cantore di un inconscio collettivo fatto di bit, avatar e profili social.