Lamers: l’arte è un gioco

Lamers, pfp appartenente alla nuova collezione. NFT su blockchain Base disegnato da Lele Gastini

Lamers, pfp appartenente alla nuova collezione. NFT su blockchain Base disegnato da Lele Gastini

Giu 2024

Durante le visite alle mostre nell'infanzia, spesso ci capitava di distrarci per futilità, perdendo così il nostro comportamento decoroso. Era in quei momenti che i nostri accompagnatori adulti ci riprendevano, trasmettendoci un messaggio inequivocabile: l’arte è una cosa seria. Questa è indubbiamente una verità solida, poiché l’arte merita rispetto e concentrazione. Tuttavia, l’arte può anche essere intrinsecamente ludica, come dimostrano le nuove tecnologie.

Un esempio emblematico è Lamers, progetto digitale di Lele Gastini, artista nato ad Alessandria che ha sviluppato uno stile distintivo, caratterizzato da un tratto bianco e nero fresco e accattivante. Questo stile, che richiama grandi nomi della pop art internazionale, si muove con inventiva tra l’illustrazione, la street art, la fine art e la cripto-arte.

Il progetto Lamers comprende una collezione generativa di pfp (profile pictures) interamente disegnate dall’artista piemontese, per un totale di 888 immagini generate casualmente dall’algoritmo a partire dai tratti creati dall’artista. Questi elementi – teste, occhi, bocche e vari accessori – si combinano per dar vita a 888 diverse raffigurazioni di personaggi originali, pronti per essere collezionati proprio come edizioni numerate di incisioni o grafiche, con la particolarità che ogni opera è unica e digitale.

La collezione ruota attorno a due protagonisti, Proof e Gwei, che, attraverso una serie di vicissitudini, creano un popolo chiamato Lamers. La vera innovazione del progetto risiede nella sua dimensione interattiva: i possessori delle opere digitali (noti come holders) partecipano ad una serie di meccanismi ispirati alla gamification. Lamers non è solo una collezione NFT, ma un mondo surreale ricco di segreti, una narrazione coinvolgente e dinamiche comunitarie. Ad esempio, gli holders possono votare e proporre idee per modellare le future collezioni o prendere decisioni sul futuro del progetto. La narrazione si sviluppa come un fumetto interattivo sul sito ufficiale, dove vengono rivelate informazioni e dettagli sull'ecosistema Lamers. Il progetto offrirà inoltre risorse educative, come articoli, tutorial e workshop, per avvicinare chi non ha familiarità con il mondo della cripto-arte.

Progetti come Lamers, nati nell’ambito NFT, dimostrano che la creatività può essere espressa in un contesto molto più interattivo rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione dell’arte. Il rapporto tra utente e artista può diventare pieno e gratificante, seguendo una logica decentralizzata. Alighiero Boetti lo aveva intuito già negli anni ’90 con la pionieristica operazione “Cieli ad alta quota”; chissà come avrebbe interpretato oggi la potenza degli strumenti digitali.

Questa innovazione offre anche un’opportunità unica: abbassare l’età media dei collezionisti, un fattore cruciale in un mondo dove raramente i collezionisti d’arte hanno meno di quarant’anni. Progetti divertenti e interattivi come Lamers potrebbero promuovere l'alfabetizzazione al collezionismo tra i giovani, sensibili al linguaggio dell’arte. Con investimenti accessibili, essi potrebbero sviluppare il gusto per il possesso di opere d’arte, diventando un anello fondamentale nel processo creativo, di cui l’artista è la preziosa sorgente.

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