Artisti: 10 cose da non fare

Lucas Aguirre - Tres

Lucas Aguirre - Tres

Ott 2023

Anticamente essere un artista aveva a che fare più che altro con il lavoro manuale per la produzione di raffigurazioni che erano principalmente orientate alla mimesi della realtà, e dunque essere artista non era molto diverso da essere oggi un artigiano o addirittura un manovale.

Nel tempo il ruolo dell’artista si è sempre più arricchito di aspetti intellettuali arrivando addirittura a connotarsi di aspetti peculiari come l’eccentricità, la visionarietà, l’originalità e la genialità, tanto che in era moderna essere un artista è diventato una sorta di status symbol e, a volte anche una professione molto redditizia.

Sta di fatto che il numero di artisti oggi sembra essere decisamente crescente e questo fatto è stato sicuramente aiutato dalla semplificazione e la massificazione degli strumenti e delle tecniche di produzione delle opere d’arte. In buona sostanza, per fare il mero esempio della musica, una volta che chiunque è stato messo in condizione di creare musica con un apparecchio elettronico da casa propria, il numero di produzioni musicali sul mercato è cresciuto a dismisura.

Oggi, al di là della complessa speculazione filosofica e pratica su cosa sia vera arte o chi sia un vero artista, ci si chiede se effettivamente una tale quantità di opere d’arte riversata quotidianamente sul mercato sia di fatto sostenibile e dunque si fa sempre più aspro il ruolo di chi si trova a fare da filtro ad una tale abbondanza, ovvero i galleristi, i critici, i curatori.

In virtù di tutto questo e, aiutandoci con la nostra esperienza in questo settore, ci permettiamo di produrre questo piccolo vademecum sotto forma di elenco di consigli riguardo a ciò che l’artista odierno dovrebbe cercare di evitare.

NON ABBANDONATE IL VOSTRO LAVORO PER FARE L’ARTISTA A TEMPO PIENO

Di fatto vivere della propria arte è un privilegio che spetta ad una piccola percentuale degli artisti, coloro che per una serie di motivi, tra cui la loro bravura, la capacità di saper comunicare e un po’ di fortuna, ce l’hanno fatta… ma purtroppo non va sempre in questo modo! Si crea arte per esigenza personale e per emergenza espressiva, per un artista poter produrre la propria arte è un’esigenza primaria, un’esigenza che dovete essere pronti a poter sostenere economicamente. In questo modo peraltro eviterete di trovarvi a dover fare compromessi con la vostra arte, cercando di intercettare il trend del momento per portare a casa la “pagnotta” e, soprattutto, eviterete di diventare troppo ossessivi nei confronti dei vostri collezionisti/mercanti/galleristi.

NON CONVINCETEVI CHE IL PREZZO È UGUALE AL VALORE DI UN’OPERA

Molto spesso gli artisti si concentrano troppo sulle politiche dei prezzi, perdendo di vista il percorso creativo. La parte commerciale è sicuramente importante nel percorso professionale di un artista, ma è sicuramente subordinata alla parte creativa. Concentratevi su quella. Non fissatevi con altri artisti che hanno successo nelle vendite, non spaventatevi se non state vendendo da un po’ di tempo… se avrete qualcosa di buono da dire il tempo ve lo riconoscerà

ALLONTANATEVI DAI MODELLI

È molto facile per un artista lasciarsi influenzare da alcuni modelli vincenti, ancor più lo è oggi che la comunicazione viaggia per i canali digitali 24 ore al giorno tutti i giorni, e che con i social media siamo aggrediti continuamente da una sovra-informazione costruita sartorialmente per noi. Trovare una propria dimensione artistica, sia per quanto riguarda il significato di quello che vogliamo raccontare, sia per l’aspetto formale della nostra produzione, è probabilmente la cosa più difficile per un artista, e questa strada complicata è piena di insidie. I modelli a cui per un motivo o l’altro l’artista è legato emotivamente o esteticamente sono sicuramente una grossa fonte di ispirazione ma anche una enorme barriera alla crescita della libera espressione dell’artista.

NON SVENDETE MAI LE VOSTRE OPERE

Non tutte le opere risultano dei capolavori, e questo vale anche per i grandi maestri dell’arte, figuriamoci per voi. Quando siete di fronte a qualche opera che non vi convince la cosa migliore è distruggerla e ripartire da capo. Nessuno si merita di acquistare un’opera realizzata da voi e di cui non siete convinti. Tutte le vostre opere devono avere una coerenza commerciale nel primo mercato, ovvero nella prima vendita che viene fatta dall’artista con o senza intermediario. Un’opera venuta male non può valere di meno semplicemente perché non dovrebbe meritare di esser firmata da voi.

NON CONVINCETEVI CHE L’ARTE INIZIA CON VOI

Che ci crediate o no l’uomo produce arte da millenni e in questi millenni di opere d’arte ne sono state prodotte tante e di svariate tipologie. Molto spesso gli artisti si chiudono nel loro mondo alla ricerca di una sana e giusta originalità, talvolta si vantano di non voler conoscere la storia dell’arte per paura di rimanerne poi influenzati. È proprio qua che nasce il problema. Infatti l’artista dovrebbe avere il dovere di conoscere ciò che è già stato fatto nell’arte. Questo perché nel momento in cui create un’opera d’arte e la mettete in vendita dovete esser assolutamente certi che non sia già stata realizzata. Immaginatevi l’imbarazzo nello scoprire che la scultura che avete appena venduto al vostro caro collezionista era già stata prodotta pochi anni prima da qualcun altro in una forma molto vicina alla vostra. Produrre un’opera che ne ricorda un’altra dovrebbe essere un’operazione di citazione che merita di esser fatta in maniera concettualmente e stilisticamente appropriata.

NON FATEVI VEDERE TROPPO IN GIRO

La figura dell’artista che frequenta troppo le gallerie e i vernissage rischia di diventare spesso una macchietta da pubblica relazione. Concentratevi sul vostro lavoro e sulla vostra ricerca, il collezionista apprezzerà il mistero che avvolge la vostra persona e arriverà a desiderare di potervi conoscere. Il meccanismo che si innesca tra artista e collezionista è in qualche modo simile a quello che si ha nella seduzione tra due innamorati.

NON LEGATEVI TROPPO A PRODUZIONI CHE FUNZIONANO

Spesso accade che una qualche serie di opere sia accolta con successo dal mercato e per l’artista soggiunge in genere la tentazione di reiterarla. Va da se che nella storia dell’arte sono molti gli esempi di grandi artisti che sono divenuti celebri per un particolare tipo di segno o per delle figure molto riconoscibili e spesso molto simili tra loro, ma se andrete ad approfondire la storia di questi artisti vedrete quasi sempre che la loro ricerca era in realtà molto vasta. Tanto per fare un esempio, Lucio Fontana, celebre per i famosi tagli su tela, ha prodotto una enorme quantità di opere di tipologia completamente diversa, tra cui le bellissime ceramiche. La ricerca è sicuramente uno degli aspetti più importanti nella vita di un artista, e questo ci porta al prossimo punto.

NON SMETTETE MAI DI FARE RICERCA

Ho conosciuto artisti che nella ultima fase della loro vita, ormai ultra novantenni, continuavano a sperimentare con le forme e coi materiali come dei bambini di fronte al piccolo chimico. La ricerca è probabilmente la parte più interessante dell’iter creativo di un artista, all’interno di questa molto spesso ci sono percorsi che non portano a risultati convincenti ma in realtà niente va perduto. Lo stile e la poetica di un artista sono il frutto di mille tentativi sbagliati, mille prove abortite. Niente è inutile, tutto quello che un artista sperimenta viene sedimentato nella formazione dell’esperienza creativa che conduce poi ad un linguaggio sempre più maturo e, spesso, verso una sintesi della parte concettuale.

NON TENETEVI TUTTO PER VOI

Il confronto è da sempre uno strumento importantissimo nella crescita di un artista. Un tempo esistevano le botteghe, luogo in cui gli artisti si confrontavano ed imparavano l’utilizzo delle tecniche e assimilavano la lezione dei maestri. Avere un confronto a proposito dele proprie opere e dei propri Work in progress con i collezionisti e con gli altri artisti può portare molto spesso ad un arricchimento o addirittura a scovare dei vizi e dei problemi che non venivano notati altrimenti. Einstein diceva che dovremmo spendere ogni giorno un po’ di tempo per osservare le cose da un altro punto di vista, stando ovviamente attenti a non perdere la propria strada. Dal confronto possono peraltro nascere delle opportunità di portare avanti delle collaborazioni per progetti a quattro mani o collettivi, anche questi possono essere una tappa importante nella carriera di un artista.

NON RISPARMIATE SUL VOSTRO PERCORSO

Se avete bisogno di acquistare un certo tipo di materiale o colore per realizzare un certo tipo di creazione, fatelo a costo di dover fare dei sacrifici, a costo di dover aspettare di potervelo permettere… non fate compromessi su questo. Utilizzate strumenti che vi soddisfano completamente oppure non utilizzateli proprio. Se sentite il bisogno di andare a vedere una mostra dall’altra parte del mondo per vedere dal vivo l’uso del colore di un certo autore, mettete da parte i soldi e partite! Fate attenzione alla selezione dei materiali che utilizzate, molto spesso la bassa qualità della materia prima finisce per degradare il valore di un’opera di livello. Investire nella propria arte è la soddisfazione più elevata per un artista ed è, in ogni caso, un investimento che vi ritroverete nel futuro.

Ovviamente questo elenco è solo una parte dei tanti aspetti e delle tante criticità che riguardano il percorso di un artista contemporaneo, spero che nella sua forma un po’ consuntiva possa risultare utile a qualche giovane che sta cercando la propria strada.

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