Avete mai osservato da vicino un girasole? I semi, disposti in spirali logaritmiche opposte, seguono con precisione matematica i rapporti aurei, trasformando la casualità apparente in una forma d’ordine sublime. La natura, spesso caotica ai nostri occhi, cela schemi e pattern invisibili, capaci di svelare armonie profonde. Come disse Albert Einstein: "La natura è l’incarnazione delle leggi matematiche più alte e più semplici". Matt Deslauriers, artista canadese trapiantato in Inghilterra, esplora questo dialogo tra caos e struttura, trasformandolo in arte attraverso strumenti digitali e tecniche di analisi dei dati.
Deslauriers incarna la figura contemporanea dell’artista informatico, un connubio che riflette l’epoca in cui viviamo, dominata dalla tecnologia e dai dati. Non è sorprendente: se la realtà che ci circonda è fatta di numeri, perché non dovremmo usarli per interpretare e rappresentare il mondo? Questa metodologia, lungi dall’impoverire l’arte, la arricchisce, dimostrando come l’arte stessa si adatti continuamente agli strumenti e alle sensibilità di ogni epoca. Ci vengono incontro poi le recenti rivoluzioni tecnologiche che oggi, attraverso la blockchain, ci permettono di creare e scambiare arte in formato digitale, proprio grazie all’introduzione della proprietà digitale. Ma Sferic non è soltanto un progetto digitale, è molto di più.
Il progetto Sferic: trasformare il caos in arte
Uno dei lavori più iconici di Deslauriers è The Sferic Project, un’opera che esplora l’essenza dei fenomeni naturali attraverso il filtro della tecnologia. Ideato nel 2023, il progetto raccoglie le onde radio naturali emesse dalla Terra, note come sferics, utilizzando un ricevitore VLF (Very Low Frequency). Queste onde, generate da fulmini e altri fenomeni atmosferici, vengono trasformate in dati digitali che alimentano opere d’arte generativa e protocolli crittografici innovativi.
Ogni secondo, circa 44 fulmini attraversano il cielo, emettendo energia elettromagnetica che si propaga per migliaia di chilometri. Questi segnali, che oscillano in un range di frequenza tra 300 Hz e 13 kHz, si manifestano come crepitii e fischi poetici, un battito invisibile che racconta il ritmo della natura. Proprio come John Cage, sconvolgendo il mondo dell’epoca, ha dato voce al silenzio con il suo 4'33", The Sferic Project dà forma artistica a ciò che è normalmente impercettibile, creando un ponte tra il caos naturale e la sensibilità umana.
L’arte della casualità
Nell’arte generativa, la casualità è un elemento fondamentale. Tuttavia, la maggior parte dei sistemi digitali utilizza generatori pseudo-casuali, prevedibili per loro natura. Al contrario, le registrazioni atmosferiche catturate da Deslauriers offrono una casualità autentica, aperiodica e non deterministica, qualcosa che solo il mondo vivente può produrre. Questa peculiarità è stata persino utilizzata nel 2023 durante la KZG Ceremony della blockchain di Ethereum (una delle principali criptovalute), dove i dati atmosferici hanno migliorato i protocolli di scalabilità della rete.
Realizzare questo progetto ha richiesto a Deslauriers un allontanamento radicale dalla modernità. Come un astronomo che si ritira in aree remote per sfuggire all’inquinamento luminoso, l’artista ha cercato luoghi incontaminati del Regno Unito, Corea del Sud e Giappone per evitare interferenze elettromagnetiche. Questi spazi, trasformati in atelier naturali, hanno permesso a Deslauriers di entrare in dialogo diretto con la natura, creando opere che fondono paesaggio, tecnologia e creatività.
Paralleli artistici: dalla Land Art alla Computer Art
Il dialogo tra natura e tecnologia in Sferic richiama le esplorazioni di artisti come Robert Smithson e Walter De Maria, i cui lavori di Land Art hanno trasformato il paesaggio naturale in opere monumentali. Le spirali di Smithson e le installazioni di De Maria, come The Lightning Field, riflettono un interesse comune per le forze primordiali della natura.
Allo stesso modo, nell’arte generativa, pionieri come Vera Molnár hanno utilizzato algoritmi per creare opere che esplorano la casualità strutturata. Deslauriers segue questa tradizione, ma con un approccio unico: utilizza dati atmosferici autentici per creare una narrazione estetica, spingendo il confine tra naturale e artificiale.
Un parallelo interessante si trova anche nel lavoro del danese Olafur Eliasson, celebre per opere come The Weather Project (2003). Sia Eliasson che Deslauriers condividono una sensibilità verso la natura come fonte d’ispirazione, dimostrando come l’arte possa rendere tangibile l’interconnessione tra uomo e ambiente.
Il futuro del progetto
Questo progetto è una ricerca a lungo termine, destinata a svilupparsi lentamente nel corso di molti mesi. Ogni nuova registrazione rappresenta un’occasione per affinare la tecnica, imparando a evitare interferenze indesiderate e a isolare le fonti di radiazione elettromagnetica.
L’obiettivo finale è ambizioso: utilizzare queste registrazioni come una sorgente autentica di casualità per creare una nuova serie di opere generative, audio-visive e immersive. Queste opere, concepite come un ponte tra natura e tecnologia, saranno rivelate in un momento successivo, segnando un ulteriore capitolo nella sperimentazione artistica dell’autore.
La bellezza dell’invisibile
The Sferic Project non è solo un’opera d’arte: è un invito a riscoprire la bellezza nascosta nella nostra quotidianità. Nel tradurre l’inudibile in una forma sensoriale sonora e visiva, Deslauriers ci spinge a guardare il mondo con occhi nuovi, riconnettendoci con l’essenza primordiale della natura attraverso strumenti ultramoderni.
Questa ricerca rappresenta un ponte tra passato e futuro. Recupera la contemplazione della natura da parte degli antichi maestri, ma la innesta in un contesto tecnologico e crittografico. Così, l’arte diventa non solo un esercizio estetico, ma un’esperienza trasformativa, capace di farci trovare la bellezza anche dove non la cercavamo.
L’arte ci aiuta a trovare la bellezza nel mondo intorno a noi e a recuperare una dimensione insperatamente naturale e, pensate un po’, lo fa attraverso la tecnologia più avanzata. Grazie a Matt Deslauriers.