L’intelligenza artificiale è uno strumento creativo non un soggetto. Genera forme e immagini ma l’artista resta colui che sceglie e interpreta e dà senso al risultato.
Nel mio percorso utilizzo l’AI come una lente: non per sostituire la mano umana ma per espandere la percezione. Apprezzo dunque gli artisti che utilizzano l'AI come mero strumento di produzione - magari insieme ad altri strumenti - senza che permettano ad esso di prendere il sopravvento. Gli artisti che dominano i nuovi strumenti algoritmici non cadono nel problema di produrre opere manieristiche e che danno la brutta sensazione di "già visto". Oggi l'arte generativa offre opportunità creative impensabili fino a pochi anni fa apportando totale libertà espressiva e creativa a chi ha destrezza nel settore.